2 commenti su “…chissà se è proprio scritto che debba fare male così…

  1. Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in
    assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la
    catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, finita mai, per
    una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche
    se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da
    mina anti-uomo che ti da la morte o la malattia. Parlo di te, che questo
    periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro
    difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te,
    implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà
    deciderari se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno,
    e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare. Oppure
    parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci con un uomo; che sei
    terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno
    perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
    Peggio: se ci rimani presa in mezzo, tu, poi soffri come un cane. Sei
    stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole
    cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai
    coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici
    anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto
    meglio così!” E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel
    ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque. In
    quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima; ed è passato tanto tempo, ce
    ne hai buttata talmente tanto di anima, che un giorno cominci a cercarti
    dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia
    andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù
    ed avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella
    tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. Ed
    hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d’acqua nello
    stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla
    fermata del metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi
    trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per
    ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai
    parlato. Quanto parlate, ragazze ! Lacrime e parole. Per capire, per
    tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
    “Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono
    forse pazza?” Se lo sono chiesto tutte. E allora vai avanti, giù con la
    ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori
    migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia
    tutto. Non lo sapevi? E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per
    guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché
    una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà
    sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova
    forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
    di presentarti a te stessa.
    Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
    Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
    Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un
    diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’
    un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove
    cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio dei capelli.
    Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo
    di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco
    ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti : il
    cantiere è aperto. Stiamo lavorando per Voi. Ma soprattutto per noi
    stesse”. Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più
    grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. E’ la primavera
    a novembre. Quando meno te l’aspetti.

    Jack Folla

  2. Bellissima Caty!!! Grazie davvero!!!
    Ma ricordati che la stessa cosa…..VALE ANCHE PER TE!!!
    Un abbraccio enorme, spero di vederti presto!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...